“Tu pensi che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un’esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu. Ma io ti dico, Winston, che la realtà non è qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente, in nessun altro luogo.”
George Orwell
Il progetto svolge per me lo studio degli spazi della casa in cui vivo. Un viaggio immaginario attraverso segni e oggetti lasciati dalla famiglia del pittore Giuseppe Gagliardi che abitò questi spazi a inizio secolo scorso. Un baule rivestito con suoi disegni, santini e libri di preghiera della sorella suora, vecchie porte e altri oggetti di arredamento, due tartarughe qui presenti da sempre. Il viaggio inizia da uno scarto di  legno, in cui ho intravisto una sagoma di casa, da qui l’idea di creare un passaggio nel tempo, di osservare spazi e oggetti per cogliere un passato e ricreare un luogo, un tempo attraveso l’immaginazione, un contatto con le persone che hanno vissuto qui prima di me. Le foto sono disposte con una precisa sequenza in modo da seguire una narrazione e creare una storia che può essere liberamente interpretata.  Riusciremo a ripercorrere i nostri passi o rimarremo bloccati?